Nabil voce e buzuki
Michele Lobaccaro chitarra, basso, voce
Alessandro Pipino tastiere, fisarmonica, voce
Riccardo Laganà percussioni
Il nuovo concerto dei Radiodervish si sviluppa intorno ai nuovi brani del disco “Human” pubblicato recentemente. Un percorso tra storie, pensieri ed emozioni ispirate a quest’epoca di crisi e quindi di grande opportunità.
“Human” perché l’obiettivo è diventare pienamente umani e oggi si sente forte il bisogno di una dimensione più umana che si è persa nel vortice delle logiche che ignorano l’umano orizzonte del qui ed ora. I Radiodervish cantano i profondi cambiamenti delle nostre vite sia nella loro prospettiva privata che collettiva.
La band, in quartetto, invita al viaggio attraverso uno stile che da intimo e caldo esplode in improvvise cavalcate ritmiche.
L’universo sonoro si muove dall’acustico delle chitarre e degli strumenti etnici mediterranei fino agli eleganti inserti meditativi dell’elettronica. La pluralità delle lingue del canto che spazia dall’italiano all’arabo passando per l’inglese e il francese, costituisce la cifra dei Radiodervish e, insieme all’originale stile melodico e ritmico, proietta questo live nell’ambito della musica d’autore del mediterraneo.
Quindici anni di attività, testi declinati in lingue diverse, tante collaborazioni, come quelle con Franco Battiato (che ha prodotto il loro disco, ‘L’immagine di te’), Noa e Jovanotti, la partecipazione a grandi festival in ogni parte del mondo – da Gerusalemme all’esibizione all’Olympia di Parigi. E adesso il nuovo ‘Human’, caratterizzato da un’incredibile molteplicità di frammenti che testimoniano l’importanza, nella loro musica, di luoghi e di etnie diverse, una ‘fusione’ ai confini del pop che ci porta proprio al centro del Mediterraneo, un territorio del sapere dove si sviluppa la musica degli italiani e dei nuovi italiani.
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