La cantautrice inglese Sarah Jane Morris non ha bisogno di presentazioni. Icona del jazz moderno, con una voce unica, che spazia con disinvoltura tra blues, rock, jazz e soul e con un’estensione di quattro ottave da far venire la pelle d’oca. E’ stata accostata a Sarah Vaughan e Billie Holiday, anche se la stessa Morris ama dire di sé: “Nina Simone incontra Janis Joplin”.
Sarah Jane Morris è una delle più grandi interpreti inglesi della scena jazz e soul. La notorietà internazionale arriva per Sarah negli anni ’80, sull’onda di quella che fu definita la seconda “British invasion”, con band politicamente attive come The Republic e The Communards: indimeticabile la sua iconica performance nella hit “Don’t Leave Me This Way” in coppia con Jimmy Somerville. Da allora ha pubblicato 15 album da solista, ottenendo consensi unanimi da parte della critica e grande successo di pubblico, per quella sua incredibile voce di contralto dalla gamma unica che si estende da toni bassi riverberanti in un falsetto bruciante e pieno di soul. Un’interprete potente, dallo stile unico, di innegabile statura.
L’8 marzo 2024, in occasione dell’International Women’s Day, è uscito il suo ultimo album dal titolo evocativo THE SISTERHOOD (La Sorellanza), che vuole essere un omaggio alle più grandi interpreti femminili della musica contemporanea, legate tra loro da un sentimento di vicinanza per scelte artistiche e lotte personali e che sono state l’ispirazione di Sarah Jane Morris lungo l’arco di tutta la sua carriera. Dalle grandi voci black del jazz americano, alle stelle del rock e del pop, cantautrici di generi musicali diversi che si sono passate il testimone da una generazione all’altra: da Bessie Smith e Billie Holiday, da Nina Simone a Miriam Makeba, da Aretha Franklin a Janis Joplin, da Rickie Lee Jones a Patti Smith, fino ad Annie Lennox e Sinead O’Connor.