Flavio Boltro è uno dei più influenti trombettisti contemporanei e divide la sua attività tra Italia e Francia, dove risiede. Negli anni ’80 suona stabilmente con i Lingomania e si esibisce con musicisti come Joe Lovano, Steve Grossman, Cedar Walton, Billy Higgins, Jimmy Cobb, Manhu Roche, Freddie Hubbard, ecc. Trasferitosi a Parigi, fra le collaborazioni più significative va ricordata quella con Michel Petrucciani, condivisa assieme al suo compagno d’avventure Stefano Di Battista, con il quale crea un quintetto stabile, e con Michel Portal. La sua tromba è caratterizzata da una brillante e vorticosa sapienza tecnico-espressiva che dà forma a un fraseggio personale e riconoscibile, avvolgente.
Stefano Bedetti col suono corposo e trascinante del suo sax tenore, divide la sua esperienza musicale fra New York, con Billy Hart, Victor Lewis, Geoge Cables, ecc., e l’Italia. La fluidità e il vigore del suo fraseggio gli permettono di muoversi fra tradizione e continua ricerca espressiva, caratteristica condivisa con Boltro e cifra di questo quartetto, in cui vengono esplorate in piena libertà le tracce del post bop con visceralità e senso dell’innovazione.
Ne nasce un repertorio decisamente moderno, a cui i due giovani emergenti della scena jazz milanese, Yazan Grezelin all’hammond e Matteo Frigerio alla batteria, danno un contributo ritmico-armonico ricco e sapiente.