Grazie alle sue sorprendenti prove musicali, Melissa Aldana è diventata un modello per le nuove generazioni che si stanno formando in quella palestra di musica che è New York. Nel suo stile esecutivo come nelle sue composizioni pare non esserci frattura tra la grande tradizione sassofonistica e la contemporaneità. Se ne hanno abbondanti prove nei suoi primi due dischi, registrati per l’etichetta Inner Circle di Greg Osby (Free Fall, 2010, e Second Cycle, 2012) e in 12 Stars (2022), che segna il debutto su etichetta Blue Note.
Echoes Of The Inner Prophet (2024), che verrà presentato sul palco del BBlue Note, è il suo secondo lavoro firmato Blue Note Records ed allo stesso tempo un commovente omaggio alle leggende del jazz Wayne Shorter e James Farber.
Il suono melodico e contemplativo di Aldana fiorisce pienamente con il sostegno della sua band. Il risultato è un viaggio altamente immersivo e spirituale.
Nata in Cile nel 1988, inizia a studiare musica sotto l’influsso del padre, musicista assai noto in patria. L’incontro con Danilo Pérez, nel 2006, ebbe conseguenze assai proficue per la giovanissima musicista: il celebre pianista le procurò un’audizione al Berklee College of Music, dalla quale Melissa se ne uscì con una borsa di studio. La sassofonista cilena si fece notare già durante gli anni di studio a Boston, grazie a una collaborazione con Greg Osby.
Trasferitasi a New York, fu immediatamente ‘adottata’ dalla scena jazz che più conta, condividendo il palco con musicisti come Benny Golson, George Garzone, George Coleman, Francisco Mela, Antonio Sánchez. A ulteriore conferma del suo particolare talento, nel 2013 è arrivata la vittoria alla Thelonious Monk Competition: Melissa è stata la prima sassofonista donna a raggiungere questo traguardo.