Dopo Storie d’amore non troppo riuscite (Crocevia di Suoni Records, 2013) la vocalist e compositrice, laziale di nascita ma lucana d’adozione, torna sulla scena musicale con un album scintillante Non inizia bene neanche questo weekend in cui sembrano convivere alchemicamente ricercatezza testuale e immediatezza evocativa, retrospettiva nostalgica e lungimiranza, spleen e leggerezza. Il physique du rôle e lo smalto vocale della Cantisani vestono brani dalla forte vis cinematografica, magistralmente arrangiati da Felice Del Vecchio, che è anche coautore della maggior parte brani.
Tutto è in perfetto equilibrio tra divertissement linguistico e semiserio bilancio esistenziale. Il canzoniere di Claudia Cantisani si pone in una ideale linea di continuità con quella canzone jazzata-la definizione è di Pierluigi Siciliani- che è fiorita nel Belpaese negli anni ’30,’40 (Natalino Otto, Rodolfo De Angelis, Odoardo Spadaro, Fred Buscaglione, Renato Carosone, Virgilio Savona, Lelio Luttazzi, Tata Giacobetti) e che ha conosciuto una fortuna e uno sviluppo crescenti, delineando quasi un filone espressivo autonomo, caratterizzato dalla progressiva accentuazione della vis cantautorale dell’intreccio.