Prendi due maestri della chitarra di impostazione e di generazione diverse, e falli incontrare in una stanza (solo virtuale?) dove, imbracciando le rispettive chitarre d’epoca, danno vita ad una conversazione fatta di note, di invenzioni, di suoni, di idee, di scambi, di improvvisazione, di sperimentazione. Questo è ROOM, il disco del duo appena uscito per la Mack Avenue Records. E sarà anche, più o meno il concerto al Blue Note
Nels Cline, è un alchimista della sei corde, strumento che ha espanso e portato oltre i limiti come pochi, trasfigurandolo in una portentosa opportunità per viaggi ultragalattici della mente e del corpo. L’altro, Julian Lage, è un giovane emergente che partito dalla tradizione della chitarra jazz sta allargando i propri orizzonti grazie anche alla frequentazione di compagnie eccellenti (da John Zorn a Fred Hersch, passando da Kenny Wollesen, Ben Wendel, Scott Colley…).
Musica impossibile da etichettare che rimanda al folk, al blues, con echi cameristici, cadenze jazz, deviazioni contemporanee. La cosa che sorprende è l’estrema disinvoltura con la quale i due affrontano una scrittura spesso complessa e la confidenza che si viene ad instaurare tra due personalità artistiche così diverse
Sorprende l’estrema disinvoltura con la quale i due musicisti trattano una scrittura spesso scorbutica, sorprende la confidenza che si viene a instaurare tra due personalità artistiche così differenti, non sorprende l’ottimo risultato favorito anche dall’assidua pratica di entrambi con la difficile arte del duo.
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